Per iniziare, bisognerebbe tenere presente che nonostante le moderne tecnologie non esiste tuttora lo spazzolino universale per tutte le bocche e per tutte le persone o per tutte le età, questo perché banalmente non siamo tutti uguali.

La setola … l’elemento principale!
La cosa più importante per incominciare è la setola; il materiale adoperato per crearla comunemente è sintetico, questo perché rispetto alle ormai obsolete setole in fibra naturale di alcuni decenni fa quelle sintetiche hanno indiscusse proprietà di igenicità ovvero una minima adesione o colonizzazione batterica sulla stessa superfice. Tra i materiali sintetici la scelta, non facile, cade sulla migliore qualità fisiche di uno o dell’altro, in pratica sulla resistenza all’abrasione o usura più o meno rapida o per meglio dire omogenea.

Le caratteristiche da ricercare sono principalmente la “forma“ della parte terminale della setole (tondeggianeti o meno) e lo “spessore“ delle stesse, che si traduce in pratica nella flessibilità che queste hanno quando sono adoperate e quindi nella denominazione commerciale di setole “morbide”, “medie” o “dure”; lo spazzolino andrebbe scelto basandosi esclusivamente su questa qualità evitando per tanto le setole di tipo duro. La “durezza” della setola è importante perché determina la riuscità della pulizia del dente, in breve la setola nel movimento dovrebbe flettere sulle superfici piatte senza inpuntarsi e facilmente distendersi negli interstizzi interdentali o nei più piccoli anfratti dell’irregolare geometria dei denti.

Lo spazzolino non pulisce!
Un altro principio assoluto è che non è lo spazzolino che pulisce il dente ma è lo spazzolamento che lo fa, è questo il motivo per il quale altre caratteristiche considerate in precedenza meno importanti non incidono in modo rilevante. Esistono adesso anche gli spazzolini automatici che sono un sicuro e comodo aiuto alla pulizia dentale giornaliera forse troppo comodo, questo perché l’idea dell’automaticità ha sottratto tempo alla nostra pratica d’igiene che per convenzione (supportato da studi scientifici) dovrebbe essere non inferiore ai 3 minuti. Per cui il modo e la durata della pratica di pulizia dentale sono genericamente importanti.